Cosa rappresenta la psoriasi in psicosomatica? Quali le cure naturali e olistiche più efficaci

La pelle non può essere considerata semplicemente come un organo “superficiale”

Nella visione psicosomatica la pelle è molto di più: rappresenta una dimensione dove i nostri modi di essere si legano con il mondo, dove la nostra vita dialoga con l’esterno. Ecco perché la sfera cutanea va “letta” in più modi, scoprendo cosa significano e come vanno affrontati tutti i disturbi che la possono affliggere. Quali sono i comportamenti che salvano la pelle? In parte coincidono con quelli che tutelano la psiche e che ci garantiscono un modo di vivere più immediato e vitale, meno filtrato. Se è la pelle l’organo bersaglio di tensioni e stress è meglio “farsela amica” e, anziché combattere i suoi disturbi solo con pomate e farmaci, imparare a decodificare i suoi segnali. Relazionarsi con il mondo esterno in modo più naturale è la condizione indispensabile per guarire dalle malattie cutanee.

Psoriasi: quando l'aggressività rimane sulla pelle

Si tratta di una malattia da cui non si guarisce facilmente: la psoriasi è infatti una patologia cronica ad andamento recidivante. La lesione caratteristica è una chiazza di pelle arrossata, ispessita, ricoperta da uno strato di scaglie cutanee bianche, opalescenti. Già nel modo di presentarsi la psoriasi "racconta" il mondo interiore di chi ne soffre: se il rosso del sangue simboleggia un'aggressività trattenuta, le scaglie bianche (che derivano da un accelerato ricambio cellulare) simboleggiano il tentativo di purificarsi da elementi che si accumulano incompiuti sulla pelle e fanno da corazza di protezione. L'anomalo ritmo con cui le cellule si riproducono parla del desiderio di portare alla luce un modo d'essere espresso solo in termini altamente conflittuali.

Interessante è la sede delle lesioni: le mani indicano un bisogno di contatto sociale temuto e insieme desiderato, i piedi parlano della stabilità dell'Io e del contatto con la realtà, i gomiti sono in relazione a dinamiche competitive sofferte.

Psoriasi: che cos’è

La psoriasi è una malattia cutanea, cronica caratterizzata da fasi di miglioramento e fasi di riacutizzazione, che esordisce di solito nell’adolescenza o nella prima età adulta e peggiora in condizioni di stress. Si manifesta con placche secche ben delimitate, di forma e dimensioni variabili, ricoperte di squame grigie al di sotto delle quali è presente un eritema più o meno spiccato a seconda che la psoriasi sia in fase acuta o quiescente. Le sedi più frequenti di localizzazione sono gomiti, ginocchia, cuoio capelluto, regione sacrale, avambraccio, nuca. I sintomi, presenti soprattutto nella fase acuta, sono: episodi di prurito intenso e talora sensazione di bruciore. Le cause non sono conosciute, anche se c’è una forte ipotesi di genesi autoimmunitaria. 

Psoriasi: che cosa vuol dire

La psoriasi rappresenta simbolicamente nel corpo la difficoltà di comunicare le emozioni. La persona che ne soffre si sente strutturalmente fragile e tenta di costruire una “corazza”(la placca secca) al fine di ridurre gli scambi emotivi con l’esterno percepiti come pericolosi. Tuttavia, la lesione conosce fasi di ricostruzione, nelle quali la corazza si riduce e lascia il posto a un eritema acceso che brucia e prude e che assomiglia a una “brace” in mezzo alla cenere. Simbolicamente cioè, la pulsione a lasciar fluire le emozioni tenta di farsi largo fra le difese che la persona ha messo tra sé e il mondo.

Le persone affette da psoriasi hanno in comune alcuni tratti importanti

  • Per quanto possano sembrare socievoli, non mettono mai in gioco, nella relazione, il loro nucleo profondo: l’interlocutore, anche il partner, sente che “oltre un certo punto” essi non permettono di andare e che non si mettono mai in gioco del tutto.
  • Fanno fatica a esprimere le emozioni in modo diretto e lineare, e altrettanta ne fanno ad assorbirle dall’esterno senza mediazioni verbali che ne riducano l’intensità e l’immediatezza.
  • Si percepiscono fragili in alcuni ambiti (soprattutto affettivi), e per non affrontare il problema si dichiarano indipendenti, senza accorgersi di cadere spesso in un atteggiamento di continua richiesta di supporto.

L’estensione della psoriasi è in proporzione alla insicurezza che la persona sente di avere: tentare di eliminare drasticamente il sintomo, quando è esteso, è pericoloso e mette a rischio di forti disagi psichici (ansia e talora episodi psicotici), perché la malattia è evidentemente l’unico modo che la persona ha trovato per stare in equilibrio nel mondo. Per questo motivo non sono consigliati interventi diretti mirati all’eliminazione della malattia.

La psoriasi esprime, in ultima istanza, un problema di identità. Per questo in taluni casi può essere letta come un tentativo, analogo a quello del serpente, di cambiare pelle.


Psoriasi: chi è più a rischio

  • Persone che fanno fatica a esprimere le emozioni e a sostenere quelle degli altri.
  • Persone con genitori assenti o anaffettivi.
  • Persone che hanno subìto, durante l’adolescenza, un trauma che ha bloccato lo sviluppo delle capacità emotive (lutto improvviso, eventi che hanno cambiato profondamente l’assetto familiare). In molti casi c’è un’atmosfera depressiva di fondo che porta a fasi di pessimismo e a sensi di colpa, con tendenza all’autopunizione. 


Ecco in concreto gli atteggiamenti che ci aiutano: l’eccesso di diplomazia che fa male alla pelle

Chi soffre di malattie della pelle spesso, per evitare di esporsi nelle relazioni sociali, ricorre al silenzio e alla diplomazia. Anziché aiutarlo, però, queste due modalità danno di lui un’immagine falsa favorendo equivoci e fraintendimenti. Involontariamente si sviluppano relazioni in cui si finisce intrappolati oppure si fa fatica a stabilire una vera intimità. L’eccesso di diplomazia inoltre impedisce di difendersi da ciò che non piace. Il non detto si accumula fino a riversarsi sulla pelle, che si incarica di manifestare l’irritazione.

Metti i tuoi paletti, quando serve

Viviamo in una società a impronta fortemente individualista e competitiva, in questo clima siamo continuamente costretti a definire i nostri confini e talvolta a difenderli. Chi è particolarmente sensibile a questo aspetto avrà ottime possibilità di esprimere il suo disagio attraverso la pelle. Ma quando serve mettere i paletti? Ad esempio in tutte quelle situazioni nelle quali non è chiara l’attribuzione di compiti e ruoli: di solito capita al lavoro, per cui ci si può ritrovare a fare ciò che competerebbe a qualcun altro (o semplicemente che non ci spetta) oppure a dovere difendere la vita privata dall’intrusione dell’attività lavorativa. Stabilisci con chiarezza quello che ti compete e quello che ti è dovuto, poi sii deciso e fermo: un “no” secco convince e fa bene…alla pelle!

Segui le sensazioni a “pelle”

“A pelle direi che”…Quante volte capita di dirlo? Tante….Ma quante volte capita di dare seguito o credibilità a ciò che la pelle, ossia una sensibilità innata e istintiva, ti suggerisce? Poche purtroppo, perché siamo abituati a diffidare di ciò che non ha fondamento razionale.

Si tratta di un errore: se lo facessimo eviteremo di commettere molti dei passi falsi che “costringono” la pelle a ricorrere alle maniere forti (attraverso somatizzazioni e disturbi veri e propri). Dai più ascolto alle sensazioni di apertura, chiusura, calore, freddezza, alle attrazioni e alle repulsioni apparentemente immotivate: vedrai che quello che hai percepito non era sbagliato.

Accogli incertezza e cambiamento

Le situazioni e i momenti di passaggio sono spesso periodi di “muta psicologica” che trovano il loro corrispettivo nella pelle che manifesta, ad esempio, attraverso la psoriasi o l’acne la difficoltà ad abbandonare la vecchia realtà per lasciarne emergere una nuova. Nei momenti di transizione ciò che più ci turba è l’incertezza, l’incapacità di definire in modo chiaro le cose e di sapere cosa ci aspetta: poiché una dose di ambivalenza accompagna tutti i cambiamenti, anche quelli in meglio, tanto vale imparare ad accettarli, evitando alla pelle di soffrire. Tutte le volte che ti capita di avvertire sentimenti contrastanti, incompatibili o quasi, non costringerti a prendere una decisione, o ad assumere una posizione decisa... lascia che convivano attrazione e repulsione, distacco e coinvolgimento. Osservali e basta. Tutto si chiarirà, a suo tempo, senza sforzi e inutili sofferenze.

Usa la pelle come cartina tornasole

Anche quando non manifesta disturbi evidenti, l’aspetto della pelle cambia continuamente: può essere pallida, arrossata, grassa o secca, spenta o luminosa. Imparare a osservarsi è una pratica che aiuta anche a guardarsi dentro. Nei periodi in cui siamo affaticati, ad esempio, la pelle è stanca e spenta, quando l’umore è triste diventiamo pallidi. Se a mancare è la dolcezza, la pelle si fa secca e sgradevole al tatto. Prenditi cura tutti i giorni, dopo il bagno o la doccia, abituati a massaggiare delicatamente tutto il corpo con un velo di crema emolliente. Massaggiarsi aiuta a conoscere il proprio corpo e ad avvertirne i cambiamenti. Se poi compaiono sulla pelle all’improvviso eczemi o dermatite, o quando si aggravano i soliti disturbi, prova a far caso al tuo umore o a cosa sta succedendo nella tua vita.

Suggerimenti

La parola chiave per curare la psoriasi, qualsiasi strada si intraprenda, è “gradualità”. Le terapie troppo veloci o “d'urto” sono sconsigliate poiché contrastano con la necessità della pelle (e del soggetto) di ritrovare, nella crescita, un ritmo e un'armonia perduti. Nel caso di una psoriasi lieve è consigliabile modificare il modo di vivere e le relazioni individuali, privilegiando l'aspetto confidenziale e profondo rispetto a un dialogo superficiale seppure intenso e frequente. Nella forma medio-grave è bene non sottoporsi forzatamente a situazioni emotivamente pericolose, cercando tuttavia di modificare il proprio stile comunicativo provando a esternare i propri eventuali rifiuti, rinunce o contrarietà in modo diretto. Non va dimenticato che lo stato d'animo e l'equilibrio emotivo influenzano fortemente i sintomi.

Uno specchio della salute

Ricordate che l'aspetto della pelle rispecchia il vostro stato di salute. I disturbi digestivi possono privare le cellule cutanee dei nutrienti necessari mentre un sistema di depurazione inefficiente può consentire a sostanze dannose di sfuggire alla vigilanza del fegato e danneggiare le cellule epidermiche. L'ipotiroidismo rende la pelle secca, ruvida e squamosa, i capelli possono indebolirsi e cadere, le unghie divengono più fragili e sottili e si sfaldano con facilità. Un indebolimento del sistema immunitario può essere responsabile della lenta cicatrizzazione di tagli o ferite; la cattiva circolazione sanguigna, infine, impedisce l'afflusso dell'ossigeno e dei nutrienti necessari alle cellule cutanee e del cuoio capelluto.

La soluzione più efficace per ritrovare il benessere è la medicina quantistica

La chiave di volta per ritrovare il benessere e riportare l'equilibrio dell'organismo umano è “olistica” e si avvale dell'azione del Check Up Quantistico; con esso si possono scoprire e determinare, nel dettaglio, la o le cause del problema e di conseguenza definire un profilo completo dello stato psicofisico. La buona notizia è che oggi, grazie al Check Up Quantistico di Biorisonanza e di Biofeedback ci consente di scoprire nel dettaglio, come detto, un profilo completo sullo stato psicofisico generale, ma soprattutto andando ad individuare per esempio i valori dello stress e dell'ansia (alto o altissimo: “emergenza”), le cause e le somatizzazioni "assunte" e "assorbite" dal corpo, a valutare e a misurare il sistema nervoso autonomo e il sistema immunitario quale attore protagonista delle disfunzioni.

Il Check Up Quantistico, inoltre, risulta importante perché è in grado di individuare il rischio di patologie nascenti o delle predisposizioni genetiche di ognuno, corregge le informazioni scorrette che creano squilibrio e testa i rimedi naturali più adatti per la chimica della persona che si sottopone al Test.

Ogni organismo produce una sua chimica, i sintomi sono diversi da persona a persona, come lo squilibrio di informazione dei meridiani e del sistema endocrino e può valutare tanto altro ancora. La cosa importante, ritornando ai problemi cutanei, è scoprirne la causa o le cause e solo in questo modo ci si può attrezzare per la guarigione e il Check Up è in grado di rilevare tali cause.

La terapia conseguente viene effettuata da operatori esperti e qualificati nella pratica della Medicina Quantistica e di biorisonanza poiché, con questo metodo e con la apparecchiatura appropriata, è possibile agire riequilibrando gli organi interessati, disperdere i sovraccarichi energetici, calmare la mente, tranquillizzare il soggetto e in generale stabilizzare l'intero corpo.

Rimedi per il riequilibrio del terreno

Il riequilibrio del terreno si ottiene con un programma di lavoro più delicato e protratto nel tempo, che si avvale in particolar modo dell'utilizzo di oligoelementi come la Nutripuntura; l'azione dolce e profonda di questo rimedio, corregge gli squilibri costituzionali e pone le basi per la guarigione.

Nutripuntura, l’agopuntura senza aghi

Si tratta di una nutrizione e informazione cellulare che si compone di due parole e si chiama Nutri + puntura ed è del tutto naturale. La Nutripuntura, costituita da 38+2 pasticche, meglio definite come nutrimenti endocellulari, ha l'obiettivo di fornire direttamente all'organo mal funzionante, o ad un settore specifico dell'organismo, le informazioni elettromagnetiche necessarie per attivare la sua autoregolazione naturale.

La loro efficacia, precisa come quella degli aghi dell'agopuntura, è immediata per quegli organi di cui prima e per i settori che si vogliono sostenere.

L’azione di ogni nutrimento della Nutripuntura si concentra dunque sull’organo-bersaglio, senza interferire in altre zone, per riportare le informazioni corrette al corpo.

L’apparizione di un sintomo è un segnale d’allerta, risultato di un disturbo dell’informazione che attiva la funzione di un organo. In effetti l’organismo non è costituito solamente da un insieme di organi con delle funzioni diverse (l’hardware), ma anche da numerosi programmi, contenenti le informazioni necessarie per regolare il funzionamento (il software).

Riequilibrio bioenergetico quantistico

Il risultato più importante si ottiene attraverso i riequilibri energetici con SCIO/GIOIABERTHA, che a seconda della situazione da riportare in equilibrio e del quadro generale della persona, sono consigliati una volta al mese almeno i primi tre o quattro. Dopo il riequilibrio e aver valutato i settori deboli dell’organismo, come carenze di vitamine o minerali, oppure eccessi, si procede al test dei rimedi naturali che rispondono al meglio alla persona, che come ho riscontrato risultano essere diversi da una persona ad un altra, anche se si tratta dello stesso problema.

 

Per maggiori informazioni e/o per prenotare il tuo check up quantistico, contattaci senza esitare. Saremo lieti di aiutarti.

Le informazioni qui riportate hanno solo il fine di operare una informazione, non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici.

L'operatore specializzato Luigina Bernardi

Bibliografia e altre fonti

1) "Dizionario di Medicina Psicosomatica" di Raffaelle Morelli, Pietro Fornari, Vittorio Caprioglio, Daniela Marafante, Piero Parietti. Edizioni Riza Spa 2012;

2) "Salute Naturale Extra" di Riza, mensile agosto 2013, n.51;

3) "Manuale di Nutripuntura Fisiologia e informazione cellulare", di Patrick Vèret, Yvonne Parquer, 2007, Ed. Tecniche Nuove, p. 240-241;

4) Siti web riza.it/psicologia – progettobenesserecompleto.it

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