Gioia Bertha - Le frequenze del benessere

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Dolci e frutta, quando?

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DOLCI E FRUTTA, QUANDO?

Da quando lo zucchero non è più una sostanza rara e costosa, il consumo di dolci è andato crescendo in maniera vertiginosa.

Se si considera che è abitudine diffusa consumare il dolce alla fine del pasto, almeno due sono i comportamenti da correggere con urgenza:

  • ridurre la dolcificazione e abolire lo zucchero raffinato (non dimentichiamo che fino a tempi relativamente recenti l'uomo ha trovato il sapore dolce unicamente nella frutta e in un po' di miele);

  • consumare il dolce lontano dai pasti, a colazione o come spuntino all'ora del tè.

Pensiamo a quante sono le pasticcerie, i panifici e i bar che vendono dolciumi, all'enorme produzione industriale di merendine, torte e biscotti di ogni tipo e qualità.

In questo contesto ci limitiamo a notare che il sapore dolce di questi prodotti è molto spesso forte: spesso i dolci sono...dolcissimi.

Dal punto di vista dell'igiene alimentare della nostra salute, questo non è sicuramente un passo avanti. Gli zuccheri semplici, che danno il caratteristico sapore dolce al cibo, sono costituiti da mono e disaccaridi, sia gli uni che gli altri, come si è detto, non debbono subire alcuna elaborazione a livello dello stomaco. Ogni sosta obbligata nel tratto digestivo precedente l'intestino tenue, comporta una forzatura che provoca fermentazione, gonfiori, acidità, cattivo assorbimento. A rigore, gli zuccheri semplici non si dovrebbero abbinare a quelli complessi (cioè a cereali, farine, fiocchi): la prima digestione degli amidi, ricordiamolo, inizia in bocca per poi proseguire nello stomaco. Dovremo allora dare l'addio definitivo a torte, biscotti, budini e simili?

E' sicuramente un prezzo troppo alto che pochi, a meno che non abbiano problemi di salute, si sentono di pagare. Anche in questo caso non si tratta di fare eroismi e rinnegare abitudini e gusti personali.

Si tratta piuttosto di trovare la giusta mediazione tra una corretta combinazione alimentare e se stessi: basterà personalizzare con buon senso un'alimentazione sana.

I GOLOSI

Queste allora le indicazioni pratiche e praticabili da tutti, anche dai più golosi:

  • preferire dolci caserecci;

  • abolire le farine raffinate che, avendo un sapore meno pieno, richiedono una maggior quantità di sostanza dolcificante;

  • prendere il dolce da solo, preferibilmente a metà pomeriggio (una specie di “ora del tè”);

  • per dolcificare torte e biscotti, meglio di tutto sarebbe adoperare succo di frutta e frutta fresca dolce. Per meglio caratterizzare il sapore dolce si può fare uso di miele, melassa, succo di acero, malto, oppure zucchero integrale di canna o di acero.

LA FRUTTA

Il consumo di frutta deve essere attento ad alcune avvertenze che, se non rispettate, rischiano di vanificare i vantaggi attesi:

  • la regola fondamentale è mangiare la frutta lontano dai pasti, è ottima come prima colazione o per la merenda mattiniera o pomeridiana.

Per quanto riguarda la frutta, data l'estrema varietà del contenuto in principi alimentari, riteniamo utile per fissare le idee prendere in considerazione la seguente divisione:

  • frutta acidula: contiene circa il 15% di zuccheri e fornisce un apporto calorico di circa 60 Cal. (limoni, meloni, albicocche, arance, mele, ciliegie);

  • frutta zuccherina: contiene dal 15% al 75% di glucidi, fornisce un apporto calorico compreso tra 70 e 370 Cal. (castagne secche) e comprende frutta fresca, sciroppata e secca (cachi, fichi, banane, datteri);

  • frutta oleosa: è caratterizzata da un elevato contenuto di lipidi (50-65%) e protidi (10-20%); ha carattere acidogeno in quanto gli elementi acidi prevalgono sui basici. L'apporto calorico si aggira mediamente intorno alle 600-650% Cal. (mandorle, noci, pinoli, pistacchi);

    Bibliografia: Rimedi naturali, 2001, “Combinazioni alimentari. Salute è...associare correttamente gli alimenti”, Giunti Gruppo Editoriale, Firenze su licenza di Demetra srl.

 Le informazioni qui riportate hanno solo un fine informativo. Non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici.

 

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