Cosa porti nella valigia dell'inconscio?

Rancori, ingiustizie, conflitti irrisolti che si accumulano col tempo nel nostro inconscio, pesi inutili che condizionano le nostre percezioni rimandandoci un'immagine del mondo che è il riflesso dei nostri conflitti insoluti.

Perché due persone si innamorano? Come si legge nel libro “L'arte di amare” di Eric Fromm, l'amore non è una faccenda tra il maschio e la femmina, ma si configura come un'attività profonda dell'animo umano: non si tratta di amore sessuale, bensì di amore universale; tale considerazione pone l'idea stessa dell'amore in termini profondamente diversi. Quando chiedo ad una ragazza od ad un ragazzo perché si trova bene con il partner non ho risposte precise, in genere mi si dice “perché forse abbiamo degli interessi in comune, forse perché ha gli occhi azzurri, forse perché è generosa, mi diverto....”. Ma a domande più specifiche, ad esempio “ A chi assomiglia quella persona?”di solito la risposta è: “A mio fratello, a mia mamma, a mio padre, a mia cugina..” Dobbiamo prendere coscienza che nei nostri rapporti interpersonali si manifesta il nostro inconscio e ci condiziona, tracciando la via che dobbiamo seguire.

Questo perché nella vita, anche se siamo adulti, persone importanti che hanno fatto un cammino, quasi sempre portiamo dei “conti” che vengono da lontano. Per il momento consideriamo il “lontano” come l'epoca della nostra infanzia o della nostra famiglia, successivamente andremo a vedere come il “lontano” possa essere anche quello di molte generazioni prima di noi.

I nostri dispiaceri, le nostre infelicità, con la loro più disparata origine, attribuibili al fatto che nostro padre era forse troppo severo (magari ci privava di quelle cose giuste che ritenevamo di dover avere), o dovuti ad un particolare atteggiamento di nostra madre (magari aveva un debole per un altro figlio), oppure riconducibili al particolare clima famigliare che ha accolto la nostra nascita (avvenuta magari in un'atmosfera segnata dalla morte di un nonno), sono tutti accumulati dentro di noi in certi “angolini”, accuratamente dimenticati, “rimossi” potrei fare miliardi di esempi, sto cercando di far emergere il vostro “angolino” di dispiacere. Legato “all'angolino “ del dispiacere non c'è solo il dispiacere, c'è anche una sorta di “contabilità”, che in fondo in fondo nella parte negativa di noi stessi, ci teniamo legati al dito: “ Quella volta mio padre ha dato l'appartamento a mio fratello e non l'ha dato a me”, oppure “mia sorella più grande ha potuto studiare ed io no” ect.

In sostanza teniamo in “quell'angolino” anche il conto delle ingiustizie che abbiamo subito.

Statene certi, l'abbiamo quasi tutti. Altre volte poi diciamo “ho perdonato”, e non è vero; ci sono infatti diversi gradi di perdono, a partire da un primo grado più semplice, che ci fa dire, magari dopo la morte, che ricordiamo solo gli aspetti migliori di una certa persona.

GLI EDUCATORI

Ogni bambino per crescere ha bisogno di moltissimi stimoli che non possono essere dati solo dai due genitori, che spessissimo sono molto impegnati e per questo poco presenti. Un ragazzino mi diceva: “Si, papà mi potrebbe accompagnare, ma dorme sempre, torna a casa e dorme!”. Se un ragazzino ha l'argento vivo addosso e vorrebbe fare delle cose col padre: un genitore comprensivo, vista questa aspettativa, tenterà di procurare al figlio altri canali, portandolo a nuotare o in palestra. Un figlio non ha bisogno solo dell'attività generica, ma sopratutto di una persona che nel nuoto si comporti come se fosse un padre, quindi che abbia un atteggiamento corretto: che non urli, non strepiti, che abbia pazienza, che sappia dare una gratificazione, che sappia riconoscere il valore del ragazzo, che sappia far emergere le capacità che stentano a manifestarsi. Occorre perciò scegliere accuratamente queste figure di riferimento, perché hanno un ruolo importante. Non è conveniente affidarsi al caso.

Un genitore non può avere tutte le doti, essere capace di disegnare, di giocare a pallacanestro, non può radunare tutto in sé, eppure se un bambino deve svilupparsi, più facoltà può mettere alla prova e migliore sarà il suo sviluppo.

Attraverso il trasfert, attraverso figure sostitutive possiamo creare una figura che sia la somma di tante qualità, così nostro figlio apprende dall'insegnante a scuola il modo di studiare, dall'allenatore l'amore per il corpo e per il movimento, dalla persona esperta in informatica apprende come usare il computer. In tal modo la figura di cui il ragazzo ha bisogno per andare a sanare il suo “angolino” diventerà un mosaico di tutte le qualità, che in qualche modo abbiamo avuto l'umiltà, la pazienza, la passione e l'amore di farli incontrare.

Abbiamo riparato i dispiaceri “dell'angolino” con tutte queste cose messe insieme, ma una persona da sola non arriva a compiere questo.

LE PROIEZIONI NELLA COPPIA

Anche nei rapporti di coppia spesso si evidenziano le carenze che ci portiamo dall'infanzia, e che facciamo pagare a chi ci sta vicino. Ho conosciuto una madre di famiglia che, siccome il padre non le aveva permesso di uscire con i giovanotti, fatta la proiezione sul marito pretendeva che il marito le permettesse di uscire con degli altri uomini. Perché? Perché era diventato padre, e perciò egli stesso doveva riparare quello che il vero padre non aveva fatto.

Quando nascono i figli la coppia spesso non si chiama più col nome, ma i coniugi si chiamano papà o mamma. Quante volte l'avete sentito? Quello è il transfert più immediato, per cui il marito diventa padre, e la moglie assume il ruolo di madre. L'inconscio approfitta di questa via per infilarsi.

Ognuno ritorna bambino invece che essere adulto, e pretende dall'altro che siano riparati i famosi “angolini”. Diventa una lotta, sapete, una lotta atroce, dove lui pretende da lei e viceversa: a quel punto il matrimonio si spezza. Molti matrimoni si spezzano con questo meccanismo. Questo può accadere anche in relazione al tempo: se nella nostra famiglia sono accaduti eventi tragici, quando si ripresentano le stesse relazioni di età fra i coniugi, ad esempio, si creano le condizioni per proiettare il dramma

In realtà i meccanismi di proiezione sia positiva sia negativa che intervengono tra le persone con rapporti più o meno stretti, sono meccanismi quasi normali, diciamo, perché in realtà prima di essere tanto maturi da avere veramente il rispetto, la valutazione, la conoscenza esatta di chi ci vive accanto e di noi stessi, passa un gran numero di anni. Molte spesso nelle coppie ben armonizzate la fase positiva dura molto a lungo, ma ad un certo punto succede un evento, magari una malattia, qualcosa che turba quell'armonia, e allora la condizione dell'inconscio passa attraverso questi eventi. Se lo si sa si evita di far succedere fratture irreparabili, perché la frattura può venire, ma si può anche evitare, capendo che l'immagine che ci si è fatta dell'altro non è d'amore ma di corrispondenza in vista di un bisogno. La coppia non si deve formare in funzione dei bisogni, ma in virtù di una donazione dell'uno verso l'altro, in questa assunzione di responsabilità l'uno verso l'altro. Ma come faccio a diventare responsabile se l'altra persona rappresenta per me mio padre o mia madre? Avrò sempre l'aspettativa di essere amato al di là di ogni cosa, e non diventerò mai responsabile. Il rimedio sta sempre in una crescita di responsabilità, nel rendersi conto di questi meccanismi. Questo è importante anche nei confronti dei figli, perché quando esigiamo dai figli che percorrano determinate strade, magari giuste, manchiamo di rispetto e di amore. Nessuno dei miei figli ha fatto il medico o il chirurgo: se avessimo voluto a tutti i costi imporre loro queste professioni ne avremmo fatto degli infelici.

IL PERCHE' DELLE SEPARAZIONI

L'amore è un sentimento che può venire solo dopo la proiezione positiva e dopo quella negativa: le proiezioni sono tappe obbligate e devono mettere alla prova la capacità di comprendersi, la capacità di perdonare, la capacità di ricostruire dopo aver capito dove si è sbagliato. In una coppia che non va più d'accordo, ognuno adduce ragioni che sembrano ineccepibili, e magari per certi aspetti sono davvero ineccepibili, in questi casi conta la capacità di perdonare, andare al di là è fondamentale. Il rapporto di coppia e quello in cui questo meccanismo si verifica maggiormente, però quante associazioni di lavoro, di affari, di interessi comuni si spaccano su queste cose. L'altro giorno una donna raccontandomi della sua esperienza con il marito, persona molto difficile, mi diceva che dopo tanti anni, dopo averle provate tutte, era arrivata a scrivere queste parole: “Anche se..., purché..” e le aveva scritte tre volte. Le ho detto brava, perché è verissimo, ma oggi nessuno dice più queste parole, nessuno si assume questa funzione, e anche la donna, che un tempo la accettava, oggi preferisce andare per la sua strada.

MA POI COSA SUCCEDE?

Un rapporto, un altro rapporto, ci si accorge che tutti fanno lo stesso iter, ci si sposa e si divorzia più volte. Se non si fa un processo di crescita, di conoscenza, di assunzione di responsabilità, si verifica che lui divenga il padre e lei divenga la madre; non 'è nessuno che ami, ma entrambi vogliono essere amati. L'amore non è una corrente di ormoni, è una facoltà superiore dell'essere umano che si sviluppa dopo diversi anni, perché non si nasce capaci di amare, ne lo si è quando si è tanto giovani, sebbene si creda di saper amare. Parlavo tempo fa con una ragazza e le dicevo: “ Sei in mezzo alla tempesta ormonale, per questo ti piace quello lì, ti piace quello là, ma questo non è amore”. C'è sempre questa prevalenza, della parte sessuale, sacrosanta per carità, ma pur sempre a tempo e luogo e con la giusta impostazione. Quando c'è la consuetudine sessuale, le proiezioni viaggiano a velocità incredibile, si accelerano tutti i tempi, sia della proiezione positiva che di quella negativa. Poi si hanno fidanzamenti lunghi che in vista del matrimonio lasciano emergere incertezze e dubbi, e tutto salta, Come si fa a ricucire?

CONOSCERSI PER CAMBIARE L'INTENZIONE

Nel nostro “angolino” ci sono tutte le nostre carenze, tutti i nostri bisogni, tutte l ingiustizie subite, e noi dobbiamo cercare attraverso la vita di conoscerle, di tirarle fuori, e un poco alla volta di consolarci di tutte le cose che ci sono mancate. Non come si fa oggi, quando si pensa che siccome non potevamo permetterci una bicicletta allora compriamo a nostro figlio tre biciclette. Occorre andare a vedere, capire quali siano stati i bisogni mentiti, trascurati, ma sopratutto quali siano stati i bisogni profondi non soddisfatti. In un dono ricevuto non è l'oggetto che conta, ma il movimento che compiamo per fare si che quel dono diventi messaggero del nostro sentimento, di una testimonianza, di un dire quanto vali tu, per te stesso, indipendentemente da me. E questa è una cosa importantissima anche nei rapporti di coppia.

ESSERE PERSONE MIGLIORI

Lavorare su se stessi seriamente con l'obbiettivo di conoscersi e cambiare, è l'unica via per cercare di essere liberi da se stessi e dai propri limiti e condizionamenti educativi. Questa necessità diviene ancora più pressante per chi è genitore; se non cambiamo, sui nostri figli penderanno i nostri stessi debiti interiori.

LE PROIEZIONI

Supponiamo di avere due persone ben costruite ed equilibrate e andiamo a vedere come queste persone si muovono nella loro vita: ognuno riconoscerà certi comportamenti propri o di chi sta vicino. Muovendoci in famiglia, a scuola, nel mondo del lavoro e tra gli amici, incontriamo subito delle persone che istintivamente “ ci piacciono” o “non ci piacciono”, senza riuscire a spiegare razionalmente tale sensazione che si manifesta “a pelle”. Noi crediamo in buona fede di costruire dei rapporti, di essere socievoli, di avere una disponibilità sul piano umano, ma non è proprio così; diciamo che nel nostro modo di rapportarci e relazionarci con gli altri entra quasi subito l'inconscio, che ha grande responsabilità nel far scattare, simpatie, inimicizie, innamoramenti.

L'INCONSCIO

L'inconscio preme per essere conosciuto, anche all'interno della coppia, e questo viene a fin di bene, per obbligarci a capire cosa sta succedendo, perché avviene e cosa possiamo fare. Ma in genere poi, solo le donne cercano di capire, gli uomini fanno molta più fatica a lavorare su di sé: non voglio dare colpe, sono fatti così, è un fato che la donna è molto più disponibile all'analisi. Quando però la donna arriva a capire determinati meccanismi, non riesce comunque a cambiare la situazione perché il suo lui di rado è disposto a guardare dentro se stesso, magari si presenta una volta agli incontri, ma poi preferisce scaricare tutte le colpe sulla moglie. In questi casi, per l'ottanta per cento non si può fare nulla per ricucire il rapporto. La donna soffre e magari odia, “dall'angolino” la rivalsa è l'odio:

“Sto con mio marito perché l'ho sposato e questo mi compete, ma quello che mi ha fatto non lo dimentico, e quindi mi lego al dito tutto quello che è successo”.

Questa è la rivalsa. Invece l'uomo cosa fa? Se ne trova un'altra. Succede così che l'odio della moglie è più che mai giustificato, perché oltre al disaccordo c'è anche l'affronto.

Luigina Bernardi, Montegrotto Terme (PD), lì 14/09/'09.

Tratto da Lumen – salute naturale e crescita interiore n° 182 pag. 46-50 – argomento: psicologia Dott.ssa Moreschini

Le informazione qui riportate hanno solo il fine di operare una informazione, non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici.

GIOIA BERTHA PUO' AIUTARTI”

Visita il portale del benessere: www.gioiabertha.it

Associazioni “Progetto Benessere”

Viale Stazione, 134 – Montegrotto Terme (PD)

Info e prenotazioni: Luigina 3356745856 – 049/8910706

e-mail - progettobenessere@gioiaberthawww.gioiabertha.it

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui social con i tuoi amici