Fegato. I disturbi

In questa sezione tratteremo in generale delle patologie del fegato attraverso i seguenti argomenti, analizzandoli nel dettaglio successivamente,:

  • rigenerazione del fegato;

  • deviazioni delle correnti vitali del fegato;

  • steatosi epatica;

  • cirrosi epatica;

  • epatiti virali;

  • altri disturbi epatici;

  • ripercussione degli organi sul fegato

Il fegato è l'organo più grande del corpo, pesa in media 1,4 Kg. E' attraversato da una fitta rete di vasi sanguigni e riceve il sangue da due fonti: l'arteria epatica (sangue ossigenato) e la vena porta (sangue proveniente dall'intestino tenue). Il fegato svolge un ruolo metabolico di primaria importanza, poiché trasforma le materie prime. Talvolta viene messo in difficoltà, ma può ripristinare il funzionamento corretto poiché la sua funzione è proprio quella di raffinare le sostanze ingerite (talvolta senza coscienza dei torti che deve subire).

Possiede una sorprendente capacità di rigenerazione.

Grazie ai suoi 240 miliardi di epatociti, il fegato svolge molteplici funzioni. Il sangue si distribuisce in migliaia di piccoli lobuli epatici, che funzionano come laboratori chimici e presentano una struttura particolare: si tratta di esagoni costituiti da file di epatociti che si diramano verso l'esterno a partire da una vena centrale; un ramo della vena porta fa fluire il sangue, ricco di elementi nutritivi, su ogni punta dell'esagono. Una volta digeriti, i glucidi possono assumere soltanto tre forme: glucosio, fruttosio e galattosio. Il fruttosio e il galattosio vengono trasformati in glucosio, a sua volta stoccato sotto forma di glicogeno. Il glucosio può anche generare acidi grassi che, legandosi a tre a tre con il glicerolo, formano i trigliceridi.

Il fegato partecipa al mantenimento della glicemia attraverso la glicogenesi e la glicogenolisi (amminoacidi, acido lattico, fruttosio e galattosio per ottenere il glucosio).

Le sue funzioni di trasformazione:

  • Lipidi: trigliceridi, acidi grassi, colesterolo

  • Proteine: sintesi di proteine, trasformazione degli amminoacidi

  • Glucidi: mantenimento della glicemia

  • Eliminazione: dei farmaci, delle droghe e degli ormoni

  • Fagocitosi: attraverso le cellule di Kupffer

  • Stoccaggio: glicogeno, vitamine, minerali

  • Sintesi: dei sali della bile

  • Escrezione: della bile

  • Attivazione della vitamina D

RIGENERAZIONE DEL FEGATO

La capacità di rigenerazione del fegato è eccezionale, dopo l'ablazione di un lobo, esso è in grado di ricostruirsi nell'arco di qualche mese. Questa intensa attività metabolica è evocata anche nel mito di Prometeo il cui fegato, divorato da un'aquila durante il giorno, si riformava nel corso della notte, quest'organo è diventato il simbolo dell'immortalità. il fegato, infatti, è l'organo metabolico più importante del corpo. La sua temperatura è superiore a quella del resto del corpo e le sue cellule vivono circa un anno: si può affermare che abbiamo un fegato nuovo ogni nove anni.

Psicofisiologia del fegato

Il fegato è presentato dalla teoria cinese come il generale delle armate, il generatore delle forze, ma anche della collera e di solito viene collegato ai moti di rabbia e di aggressività. Infatti, si può osservare che uno dei tratti dominanti dell'individuo epatico, oltre al carattere marziale, è proprio il lato collerico. Questo aspetto è legato a pletora sanguigna, dovuta a una fatica epatica che compare quando il fegato deve farsi carico di una disintossicazione importante o di un lavoro eccessivo.

Ogni esplosione di collera è come una valvola di sfogo che permette di ritrovare un relativo equilibrio, ma soltanto passeggero. L'individuo epatico manifesta anche una certa impulsività, talvolta addirittura una tendenza aggressiva e accessi di violenza che padroneggia con difficoltà; può essere rissoso, irascibile, ribelle. In genere può trattarsi di persone di solito abbastanza calme che, soprattutto all'inizio della primavera, soffrono di irritabilità, nervosismo e impazienza.

Con la depurazione e la regolazione nutrizionale del fegato negli individui collerici, aggressivi, talvolta violenti, spesso abbiamo avuto modo di constatare, che in poco tempo sono riusciti a ritrovare un comportamento più sereno ed equilibrato, a gran beneficio dell'ambiente e, naturalmente, di se stessi. La notevole azione del riequilibrio energetico del fegato sulla psiche mostra la relazione che intercorre con uno squilibrio funzionale dell'organo. Quando il polo metabolico domina totalmente il polo cerebrale, ne risulta uno stato depressivo. Si può quindi affermare che un fegato equilibrato anima e nutre l'organismo, assicura la coerenza metabolica tra i diversi organi ed è portatore di quiete, calma, serenità, comprensione e saggezza.

DEVIAZIONI DELLE CORRENTI VITALI DEL FEGATO

Il fegato domina tutto il polo metabolico e assicura l'apporto di energia sotto forma di ATP (adenosintrifosfato) per tutto l'organismo. Per il suo metabolismo necessita anche di molto ossigeno, dal 25 al 30% del consumo totale. Tale organo, di importanza capitale dal punto di vista metabolico, può venire affaticato da un sovrappiù di lavoro dovuto a un apporto alimentare eccessivo e tossico, non conforme alla sua fisiologia. Infatti, un sovraccarico metabolico gli richiede un grosso sforzo di disintossicazione e un carico sanguigno importante, che si ripercuote su tutto l'organismo attraverso una sensazione di fatica e sonnolenza, aggravata soprattutto dopo i pasti.

La conseguenza è la comparsa di disturbi epatici che impiegano del tempo a manifestarsi e si oggettivano attraverso le modificazioni delle costanti biologiche, la comparsa di una steatosi o di una cirrosi. Tali patologie sono quindi il risultato di una sollecitazione eccessiva del fegato. Una disfunzione degli organi che intervengono nel processo digestivo (stomaco, intestino tenue, vescica biliare, pancreas e così via) può ricadere direttamente su di lui e sul suo metabolismo; tuttavia, essa è la conseguenza di una perturbazione delle informazioni che giungono a tali organi e che si ripercuotono sulla loro funzione.

STEATOSI EPATICA

Spesso la steatosi epatica è legata a un sovraccarico del fegato dovuto a un'alimentazione squilibrata, troppo abbondante e troppo ricca di grassi e alcol che porta alla formazione di un fegato grasso. Questo stato può essere una tappa del passaggio alla cirrosi, la cui causa principale, in Francia, è l'etilismo. Paradossalmente, la steatosi si manifesta anche in pazienti nutriti per via parentale. Non essendoci più il filtro dell'intestino tenue per compensare gli squilibri alimentari, il fegato viene sollecitato subito e in modo diretto dagli elementi nutritivi apportati attraverso la perfusione. Certo, la composizione delle perfusioni contiene tutte le sostanze necessarie a un buon equilibrio nutrizionale e non dovrebbe quindi generare modificazioni metaboliche al punto da indurre una steatosi epatica

Abbiamo diritto di chiederci se, effettivamente, in questo tipo di nutrizione non venga forse trascurato un elemento fondamentale, vale a dire l'aspetto qualitativo delle sostanze nutritive, del modo in cui sono preparate e dell'informazione trasmessa all'organismo; ci interessiamo soltanto dell'aspetto quantitativo calorico, ma se venisse realizzata l'analisi dell'informazione veicolata dalle perfusioni, si potrebbe modificare la preparazione sia quantitativamente, sia qualitativamente per cercare di raggiungere un migliore equilibrio epatico.

CIRROSI EPATICA

La cirrosi epatica è il risultato della sclerosi del fegato e provoca la sostituzione delle cellule parenchimatose con tessuto connettivo fibroso o adiposo. Tra i vari sintomi si annoverano l'ittero, l'edema degli arti inferiori, i sanguinamenti incontrollati e l'aumento della sensibilità ai farmaci. In Francia la cirrosi alcolica rappresenta il 90% delle cirrosi. L'esame istologico conduce alla diagnosi mostrando una fibrosi estesa e noduli di rigenerazione.

Le altre cause sono soprattutto le epatiti virali B e C.

EPATITI VIRALI

Tra le numerose patologie di cui può soffrire il fegato, alcune sono all'avanguardia della ricerca; è il caso dei diversi tipi di epatite virale. L'epatite virale è una malattia sempre più frequente. Il virus dell'epatite A è stato scoperto da Stèphane Feistone nel 1973, otto anni prima della scoperta del virus dell'epatite B da parte di Samuel Baruch Blumberg. L'epatite C è stata riconosciuta soltanto due anni dopo sempre da Stèphane Feistone, mentre la scoperta del virus RNA è avvenuta quattordici anni più tardi grazie a Kim L. Choo.

Oggi esiste il vaccino contro l'epatite B, ma intorno a esso verte una lunga polemica, poiché gli si imputa l'induzione di malattie neurologiche. L'affezione epatica è provocata dall'azione congiunta di un virus e di un terreno favorevole; l'epatite A è legata a una contaminazione alimentare, mentre i virus dell'epatite B e dell'epatite C mettono in gioco circuiti differenti e si manifestano in presenza di una ricettività particolare che favorisce l'infezione.

L'epatite C è legata al terzo virus, scoperto di recente. Sul piano clinico, essa si avvicina all'epatite B, si trasmette attraverso il sangue è può essere responsabile di cirrosi e tumori del fegato. Secondo F. Roudot-Thoraval le fonti di contaminazione sarebbero: trasfusioni 37%, tossicodipendenze 27,4%, esposizione professionale 3,3%, esposizione sessuale 1,2%, cause ignote 16,2%.

ALTRI DISTURBI EPATICI

Molto spesso i disturbi epatobiliari si nascondono dietro un malessere generale caratterizzato da sintomi di vario tipo: digestione lenta, flatulenza, fatica e sonnolenza dopo i pasti. Quest'ultima è in relazione con l'interferenza epatica sulla corteccia celebrale e mostra il legame tra il polo cerebrale nervoso che governa e il polo epatico metabolico. Oggi sappiamo che alcune insonnie sono legate a problemi epatici, infatti una nutrizione sistematica delle correnti vitali del fegato e della vescica biliare permette un sonno migliore. Le cefalee di origine epatobiliare si manifestano attraverso sintomi più specifici che sopravvengono dopo un abuso alimentare, un dolore alla nuca o alle tempie.

Il dolore e i disturbi funzionali sono segnali che non bisogna trascurare, poiché sono indicazioni preziose di squilibri organici. Per questo motivo, di fronte a qualsiasi patologia epatobiliare, è necessario valutare lo stato degli altri organi e dei circuiti che avrebbero potuto ripercuotersi sul fegato; può trattarsi di disturbi funzionali o di disturbi organici già costituiti.

RIPERCUSSIONE DEGLI ORGANI SUL FEGATO

Squilibrio stomaco-milza/pancreas: nella maggior parte dei casi il fegato è perturbato da questa famiglia di meridiani. Tale associazione è riscontrabile negli individui che vivono sotto stress al lavoro, che vogliono fare più di quanto sia nelle loro possibilità e che forzano le proprie capacità.

Essi si trovano spesso all'interno di un sistema di funzionamento intellettuale logico, in cui la forza è il coraggio sono i motori della competizione. In questo caso bisogna associare al trattamento di riequilibrio tali organi.

Squilibrio reni-vescica: questa famiglia di meridiani è soggetta a molte perturbazioni. E' sufficiente riscontrare i sintomi di lombalgie, fragilità della caviglia o disturbi della vescica, per capire che è necessario sostenere tali organi nonché il fegato.

Squilibrio cuore-intestino tenue: talvolta la perturbazioni di questi meridiani può indurre uno squilibrio nel processo di digestione, in particole sull'intestino tenue e anche sul sistema immunitario.

Squilibrio polmoni-colon: le perturbazioni del colon possono avere ripercussioni sul fegato e viceversa. Lo stress è un fattore di squilibrio del colon in cui interviene anche il fegato, soprattutto se lo squilibrio non viene esteriorizzato, per esempio attraverso un attacco di collera.

Patrick Vèret, Yvonne Parquer, 2007, “Manuale di Nutripuntura Fisiologia e informazione cellulare”, Ed. Tecniche Nuove.

Le informazioni qui riportate hanno solo un fine informativo. Non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici.

Informazioni aggiuntive