Primo Chakra

Primo chakra: madre terra

“Il contenuto energetico del primo chakra, o chakra tribale, è il potere tribale. Il termine tribù non solo è sinonimo di famiglia, ma indica un archetipo, e come tale presenta delle connotazioni che vanno ben oltre la sua definizione convenzionale. A livello archetipo, il termine tribale connota l'identità, la forza, la volontà e gli schemi tribali di gruppo, tutti significati che confluiscono nel contenuto energetico del primo chakra. Esso rappresenta le nostre radici e la connessione con le credenze famigliari tradizionali che sono la base del processo di formazione del senso di identità e di appartenenza a un gruppo di persone in un dato luogo.”  Tratto da "Anatomia dello Spirito" di Caroline Myss

Disfunzioni del primo chakra

Il suo funzionamento disarmonico può causare le seguenti patologie: emorroidi, obesità, stipsi, sciatalgia, artrite deformante, anoressia nervosa, gonartrosi, gotta. Rientrano nella sfera d’influenza del primo chakra, i bisogni primari dell’individuo, relativi alla sopravvivenza. Se c’è un funzionamento eccessivo di questo chakra, sia i pensieri che le azioni saranno orientati alla soddisfazione ossessiva dei bisogni materiali e della sicurezza personale, si vorrà possedere tutto ciò che si desidera, mentre sarà difficile dare o donare qualcosa. Qualora ostacolati si reagirà con aggressività, collera, violenza, sentimenti e modalità che esprimono un atteggiamento difensivo, legato alla mancanza di fiducia nelle forze vitali ancestrali. In questo atteggiamento c’è sempre la paura di perdere ciò che dà sicurezza e senso di benessere. Se invece ci fosse un’insufficiente funzionalità, si avrà debolezza e scarsa resistenza fisica ed emozionale. Molte cose saranno vissute con eccessiva preoccupazione, anche se molto banali. L’insicurezza esistenziale, nell’accezione più legata agli istinti primordiali, sarà il problema principale, ci si sentirà come se si fosse perso ogni punto d’appoggio. Ogni fatto della vita diventerà insormontabile, perciò si sogneranno condizioni più facili, più piacevoli e meno faticose, generando fughe mentali dalla realtà contingente. Se i chakra superiori si sono sviluppati maggiormente rispetto agli inferiori, si avrà la sensazione di essere fuori dal mondo, vivendo un senso di estraneità profondo e di solitudine assoluta e senza speranza. Se il blocco energetico interessasse anche il terzo chakra, oltre al primo, ci si potrebbe trovare in presenza di anoressia. I cibi utili per attivare o riequilibrare il chakra della base, sono le proteine, le noci, i legumi, le uova e i prodotti caseari.

Nome Sanscrito

Muladhara. Mula significa radice e Addhara vuol dire supporto e base. Il primo chakra è la base trascendentale di tutto ciò che esiste in natura ed è la dimora dell'energia vitale fondamentale chiamata Kundalini Shakti. Questo è il chakra basale, chiamato anche la porta delle radici terrene, dove poggia l'essere umano e che l'esoterismo definisce l'albero sacro della vita. Si trova nella zona coccigea del plesso sacro, intorno al perineo, precisamente fra l'orifizio anale e gli organi genitali. Interessa lazona del corpo che va da sopra le ginocchia fino a dove si incontrano le gambe. E' il centro energetico delle gambe, delle ossa e dell'intestino crasso. Le parole chiave di questo chakra sono radicamento, conservazione, tradizione, incarnazione, accettazione, sopravvivenza, fisicità.

Elemento

Terra. Quando, dopo la morte, inizia la disgregazione fisica, del corpo originale rimangono visibili solo le ossa, simbolo della terra e del primo chakra ad esso collegato. Nella Bibbia il Dio creatore manifesta il primo essere umano dalla terra, infatti umano etimologicamente discende dalla radice sanscrita dghem che vuol dire fatto di terra. Seppellire i morti ha come significato simbolico ricondurre la Kundalini al punto di partenza riportando gli umani alla loro origine terrena; in India invece i corpi morti vengono bruciati per favorire l'evoluzione della coscienza nel suo delicato tentativo di distaccarsi definitivamente dall'amato involucro materiale. Quando il chakra non è sotto controllo e subisce totalmente l'influenza dell'elemento terra l'individuo tende a rimanere dove si trova, con i conseguenti attaccamenti culturali ed identificazioni geografiche; bloccato magneticamente dalla terra oppone resistenza, non vuole muoversi dallo spazio e dal tempo che sta vivendo o passare ad un altro stato evolutivo.

Funzioni

“Il primo chakra è il più denso e spesso dei sette filtri, come portare degli occhiali neri di notte. Quando si osserva la vita attraverso il primo chakra ci si può fare soltanto una domanda: come sopravvivere. Un neonato agisce soprattutto a livello del primo chakra: se potesse pigiare un bottone per avere del cibo, lo pigerebbe comunque anche se quel bottone potesse far saltare in aria il mondo. Non si può fargliene una colpa: è semplicemente il modo in cui la mente affronta la realtà. I bambini sono primitivi in questo senso, la loro mente non si occupa delle conseguenze nascoste delle loro azioni.”

Tratto da "Spezza le tue catene" di Bo Lozoff

Tra le numerose funzioni collegate al Muladhara vi segnalo: la sopravvivenza fisica e l'istinto di conservazione, l'identificazione con il territorio e l'ambiente. L'amore per la terra, la casa e la patria. Questo chakra può stimolare il desiderio istintivo di tornare a morire nel luogo natio. La sua apertura favorisce il movimento, i viaggi e la formazione di una coscienza planetaria. Quando gli Yogi ed i mistici raggiungono il pieno controllo di questo vortice riescono a manifestare il distacco da terra e si verifica anche il fenomeno della levitazione. Questo chakra è collegato con le ghiandole surrenali, le quali sono collocate sulla sommità dei reni e secernono diversi ormoni tra cui l'adrenalina, che in certe condizioni viene immessa direttamente nella circolazione del sangue per aiutare l'organismo a superare con forza i momenti difficili. La sovrapproduzione di questo ormone crea uno stato di assuefazione per cui, come fosse un paradosso, chi è stato molto stressato ed ha prodotto adrenalina in eccesso rimane agganciato a questo ormone dinamico come fosse una droga ed allora, anche quando lo stress è passato, spinto da bisogni fisiologici di dipendenza cerca altri momenti di ansia e di stress, reali o fittizi (film, libri,tv), che possano favorire la secrezione naturale di adrenalina.

Disfunzioni

Carenze od eccessi nel Muladhara generano conseguenze visibili nell'organismo: obesità, paura, emorroidi, stitichezza e sciatica. Quando il chakra è bloccato si crea un'eccessiva identificazione con un preciso luogo geografico e gli effetti negativi di questo amore troppo terreno sono i nazionalismi, i conflitti campanilistici e le sanguinose rivalità etniche. Immaginate quante guerre e quanti scontri violenti nel corso della storia per il possesso di qualche chilometro di territorio.

Amore

La sessualità del primo chakra è superficiale, immediata, irruenta, motivata da forti spinte instintive, e può diventare selvaggia e rozza. Il sesso a questo livello è solo di risposta allo stimolo, orientato alla procreazione e alla sopravvivenza della specie. Chi non ha sviluppato una forte consapevolezza può sentirsi attratto, spinto da una forza bruciante e travolgente, a violenze sessuali o a rapporti sadomasochisti. L'energia di questo chakra sensorialmente è collegata al naso e infatti le nostre caratteristiche animali si risvegliano immediatamente quando sono stimolate dagli istinti terreni, dall'olfatto; oggi la gente urbanizzata vive poco all'aperto e il senso dell'olfatto ha perso molto del suo antico potere naturale; questa carenza ha danneggiato la sessualità di questo chakra che rappresenta la fase di transizione dalla vita animale, più materiale e terrena a quella umana, più spirituale ed evoluta. Chi controlla questo chakra può desiderare e godere di rapporti sessuali forti, senza cadere nell'attrazione innaturale della violenza.

Lavoro

Chi è ben radicato su questo centro energetico sceglie lavori pesanti, di forte impegno fisico. Chi si ritrova a fare attività sedentarie si sentirà naturalmente portato verso sport e hobby che richiedono un intenso impegno del corpo.

Il lato oscuro: la paura.

"La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati. La nostra paura più profonda è di essere potenti oltre ogni limite. E' la nostra luce, non la nostra ombra a spaventarci di più. Ci domandiamo: ”Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? In realtà, chi sei tu per non esserlo?”"Nelson Mandela

La paura si alimenta con l'emozione di perdere, di finire, di soffrire e sopratutto con il timoroso sentimento di confrontarsi con il diverso che appare ignoto e terrificante. Il bambino va incuriosito verso l'ignoto, ma viene spesso bloccato dagli adulti che per fermarlo gli parlano di mostri,uomini neri, orchi e streghe. Gli fanno credere in ciò che non c'è e lo fanno soffrire inutilmente. Sembra facile e comodo abituarsi ad una certa serie di regole e di consuetudini, le cosiddette proprie radici storiche. Si ha paura delle persone, dei posti e delle abitudini che non rientrano nel nostro stile di vita, l'unico ritenuto giusto, che da protettivo diventa sorgente di paura continua. Dove c'è paura c'è bisogno di protezione, dove c'è eccesso di protezione si dilata la paura e l'energia vitale ristagna nel primo chakra. Ci si sente al sicuro solo in patria, a casa propria, con i propri cari, con la propria fede. Tutte queste sicurezze sono solo apparenti, producono paure sottili e alterano il movimento innovativo, che tende per sua natura al cambiamento, all'innovazione e a lasciar andare il vecchio a favore del nuovo. Chi è saggio non ha paura del cambiamento e sa come conciliare intelligentemente tradizione con innovazione. La paura altera il flusso energetico e blocca le gambe e l'ano. Il terrore spinge alla fuga nervosa o alla paralisi totale. Questa disarmonia è la causa di molte malattie. I mass media bombardano il pubblico di brutte notizie accrescono nell'individuo la sua carica di paura e lo allontanano dagli altri che possono essere potenzialmente cattivi, pericolosi e distruttori. La paura si elimina con la generosità, con l'amore, con il confronto positivo, con l'autocoscienza, con il coraggio di conoscere se stessi e con la voglia di amare ed essere amati.
Anche viaggiare contribuisce a diminuire la paura.

Età:

L'influenza del primo chakra è molto forte nei primi cinque anni di vita. Il bambino è istintivamente molto attaccato alla madre che rappresenta il cibo, la casa e la sopravvivenza.

Colore:

 Rosso, il rosso significa vitalità e buona salute e ci tiene collegati con la terra; guarisce i disturbi collegati alla parte inferiore del corpo: gambe, retto, colon.

Senso:

 L'olfatto.

Suono:

 La vocale O: la nota musicale corrispondente è il DO.

Segni dello zodiaco:

 Ariete, toro, scorpione, capricorno.

Metallo:

Ferro.

Pietre:

Per il primo chakra le pietre in sintonia sono: agata, diaspro rosso, granato, corallo rosso, rubino.

Aromi:

Cedro, chiodi di garofano, lavanda, patchouli.

Animali simbolo:

Toro, Elefante, Bue.

 

Bibliografia:

1) Giorgio Cerquetti, settembre 2006, “Il potere dell'energia vitale. Chakra e Kundalini.”,
L.S. Gruppo Editoriale, Citta di Castello (PG);
2) Giorgio Cerquetti, 2000, “I Chakra. La conoscenza dei chakra, i vortici energetici che collegano corpo, mente e coscienza, e della Kundalini, l'energia che mantiene in vita gli esseri umani”, Gruppo Editoriale Futura Spa. 

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