Ridurre l'infiammazione dagli acidi urici con l'alimentazione e la bioenergetica quantistica grazie a Scio-Gioiabertha

Gli acidi urici sono scorie metaboliche che apportano danni a tutto l'organismo provocando infiammazioni che possono dar luogo a cistiti, artriti, dolori ai piedi, mani, dolori articolari e rischi anche molto gravi ai reni e al cuore. In Italia sono circa 13 milioni le persone che soffrono a causa di livelli di acidi urici nel sangue fuori dalla norma, mettendo in pericolo cuore, reni e cervello, eppure l’esame dell’uricemia è uno dei meno prescritti. Che cosa sono veramente gli acidi urici? Perché si formano? L'alimentazione può ridurli? Quali sono gli alimenti che infiammano? La biorisonanza e il riequilibrio energetico in che modo possono essere di aiuto? In questo articolo trovi le risposte a tutte queste domande.

 

Acidi urici nemici silenziosi del cuore

L’acido urico è una molecola organica naturale, un prodotto di scarto del nostro organismo.
Gli acidi urici derivano dal metabolismo delle purine, ovvero dei composti azotati che entrano nella composizione del DNA e in condizioni fisiologiche “normali” vengono eliminati dai reni e nelle urine. La loro presenza nel sangue, entro certi valori (per l'uomo 7mg/dl, per la donna 6,5mg/dl) è naturale, ma un eccesso o una concentrazione troppo bassa possono comportare dei disturbi. Quando l'organismo produce molte più purine di quelle che riesce a smaltirle si parla di iperuricemia. In questa circostanza, dato che le sostanze contenute nell'acido urico (gli urati) si sciolgono difficilmente, l'unica possibilità che ha il sangue di liberarsene è quella di depositarli in alcuni tessuti sotto forma di minuscoli aghi, detti cristalli di urato monosodico, che si accumulano soprattutto nelle articolazioni e nel tessuto connettivo, dando origine a numerosi e importanti disturbi che colpiscono soprattutto le articolazioni, ma che possono creare seri danni a reni e cuore.

Perché si formano gli acidi urici

Quando l'organismo non riesce a smaltire le purine, aumentano i livelli di acido urico. Anche se questa patologia è legata alla genetica ed è ereditaria, va sottolineato che un'alimentazione ricca di scorie e abbondante uso di farmaci, possono causare la comparsa del problema o aggravarlo se già presente. Malattie come iperparatiroidismo, problematiche renali croniche, anemia perniciosa e alcuni farmaci, come cortisonici, estrogeni, saliciati, diuretici e la chemioterapia, possono far salire i livelli di acidi urici e facilitare uricemia. Inoltre, sovrappeso, vita sedentaria e stress contribuiscono all'insorgere del problema.

Cosa succede quando gli acidi urici sono troppi

L’eccessiva presenza di acidi urici nel sangue può causare dolori e gonfiori articolari, ipertensione, problemi renali. Tipica malattia dovuta all'aumento del tasso uricemico è la gotta, conseguente all'accumulo di cristalli di acido urico nelle articolazioni e nel tessuto connettivo. Gli accumuli di acido urico interessano soprattutto i tessuti non vascolarizzati (cartilagini) e quelli sottoposti all'azione dell'acido lattico e scarsa vascolarizzazione (tendini). La precipitazione è frequente in caso di diabete mellito, dieta iperproteica, digiuno, insufficienza renale cronica e nelle zone più esposte al freddo.
In caso di disturbi tenere controllata l'alimentazione e fare molta l'attività fisica sono ottime strategie se si vogliono ottenere dei miglioramenti. Spesso quando il livello di uricemia aumenta, ma senza alcuna manifestazione, basta agire sullo stile di vita: solo il 30% di chi ha l'uricemia elevata va incontro a un attacco di gotta e la maggioranza non richiede terapia. Se però l'iperuricemia non si riduce e si associa a sintomi molto dolorosi, serve un intervento farmacologico. In entrambi i casi seguire le indicazioni alimentari è fondamentale per ottenere miglioramenti.

Vegetariani e acidi urici

Rispetto a una dieta abituale, quella vegetariana è in grado di abbassare i livelli di acido urico del sangue anche del 15%, ma difficilmente li riporta alla piena normalità. Questo perché per mantenere l'apporto proteico necessario all'organismo, il vegetariano mangia legumi anche essiccati, come fagioli e lenticchie, che aumentano i livelli di uricemia. Molti vegetariani inoltre consumano cereali e derivati integrali, decisamente sconsigliati nella dieta di chi è uricemico.

Le regole anti iperuricemia

In caso di problematiche legate agli acidi urici i pasti per essere equilibrati devono essere composti per il 55% di carboidrati (pane, pasta, riso, patate, non integrali), per il 25% di proteine (carni bianche e pesci magri, uova, ecc.) e per il 20% di grassi buoni, come quelli dell'olio extravergine d'oliva. Sono assolutamente da evitare invece le diete iperproteiche perché portano ad aumento dell'uricemia. Occorre poi ridurre drasticamente gli alimenti ricchi di purine (carni rosse, salumi, legumi, pesci grassi e frutti di mare), il fruttosio (nella frutta è usato spesso come dolcificante in quanto è un potente induttore dell'iperuricemia) e la birra che ha un contenuto di purine maggiore rispetto agli altri alcolici, che comunque non sono raccomandati.

Buone norme da seguire sono:

  • Evitare l'eccesso di proteine nella dieta
  • Abolire o ridurre gli alimenti fonti di purine
  • Moderare il consumo di fruttosio
  • Ridurre i grassi al di sotto del 20% del fabbisogno calorico (burro, dolci, formaggi grassi scatenano l'attacco gottoso)
  • Ridurre gli alcolici
  • Bere 2 litri d'acqua al giorno, di cui almeno 300 ml il mattino al risveglio e prima di andare a dormire; gli altri momenti opportuni sono successivi ai pasti, quando le urine sono più concentrate
  • Tenere sotto controllo alterazioni metaboliche eventualmente presenti, come il diabete, la colesterolomia, e i trigliceridi.

Acidi urici e sovrappeso

Chi è in sovrappeso in genere ha livelli di acidi urici più elevati e dimagrire è essenziale. I pasti dovrebbero essere ad apporto calorico moderato, evitando per quanto possibile le abbuffate, gli eccessi e anche i digiuni o le diete troppo restrittive che possono scatenare un attacco di gotta.

Alimenti sì

Verdure crude e frutta (tranne asparagi, spinaci, funghi, cavolfiori); riso parboiled, pasta e pane bianchi; legumi freschi (piselli, fave, taccole, fagioli); uova, pollo, tacchino, coniglio, pesci magri; olio extra vergine d'oliva; formaggi freschi magri. Naturalmente andrebbero esclusi gli alimenti in cui si risulta intolleranti, in quanto creano ritenzione e non aiutano il drenaggio, ma il ristagno linfatico.

Alimenti no

Legumi secchi, alcuni pesci come: acciughe, aringhe, sgombri, sardine, uova di pesce, crostacei; pane e pasta integrali, dadi e surrogati per brodi; carni grasse; succhi conservati; lievito di birra, zucchero bianco; cioccolato, bevande gassate, alcol.

Le soluzioni olistiche più efficaci

Il Check up quantistico completo è in grado di valutare le cause che possono riguardare le intolleranze alimentari, una cattiva circolazione linfatica, carenze di vitamine o minerali, la tossicità dell'organismo e molto altro, per questo è un valido sostegno nel trattare tutte le problematiche legate all’accumulo di acidi urici nel sangue.  >>Leggi di più

La chiave di volta per il benessere è il riequilibrio energetico di biorisonanza, un trattamento assolutamente indolore e non invasivo capace di armonizzare il corpo prima ancora che si manifesti a livello fisiologico il dolore. >>Leggi di più

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Informazioni e contatti

Per maggiori informazioni e/o per prenotare il tuo Check up quantistico contattaci via email oppure ai numeri: 049.8910706 (Segreteria) • Mobile:335.6745856 (Luigina Bernardi).

Gli orari della segreteria sono: lunedì – venerdì ore 9:30 – 12:30, 14:30 – 19:00; sabato ore 9:00 – 17:00. Saremo lieti di aiutarti.

L’Operatore olistico in bioenergetica che esegue il check up è Luigina Bernardi, professionista ad indirizzo energetico iscritta Siaf n° V1785P-OP disciplinata dalla legge 4/2013.

Bibliografia 
  • La cura di tutte le Malattie – Aut. Hulda Regehr Clark
  • Macroedizioni Fai il tuo Check up Naturale – Riza – Ed. 2012
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