Rabbia repressa ed emozioni negative fanno ammalare il fegato. La lettura psicosomatica.

Ci sono disturbi fisici che non hanno una base organica ma sono espressione di un disagio psicologico, ecco perché sempre più spesso si sente parlare oggi di psicosomatica e disturbi psicosomatici.
La rabbia è una delle sei emozioni principali, considerata insieme alla gioia e al dolore, una delle emozioni fondamentali e più precoci.
Collera, esasperazione, ira, rappresentano lo stato emotivo intenso della rabbia, essa è la reazione a un limite, espressione del bisogno di affermare il proprio io.
Che cosa succede quanto non riusciamo a controllate la nostra energia? Cosa invece quando la rabbia rimane repressa o inespressa?
In quest’articolo un’interpretazione psicosomatica di alcuni sintomi legati a quest’emozione.

Fegato ed emozioni

Ogni emozione che fluisce è fisiologica, ogni emozione che viene trattenuta diventa un veleno che il fegato deve eliminare. Per il fegato sono negative tutte le emozioni che “ristagnano” nella psiche senza evolvere o stimolare reazioni, tutte le emozioni che paralizzano, come l'invidia, la gelosia, la rabbia e il rancore.
Il fegato, la nostra “centrale metabolica”, è appesantita soprattutto da emozioni negative e rapporti indigesti: stress cronico, progetti che ristagnano, emozioni bloccate, apatia, relazioni travagliate, conflitti che comportano un blocco energetico capace di farlo ammalare.

Le funzioni del fegato

Il fegato è un organo di enorme importanza per il nostro organismo. Come tutti i lavoratori instancabili si adopera in modo silenzioso e scrupoloso, tenendo sotto controllo una quantità di aspetti sorprendente. Esso garantisce la salute di tutto il corpo e ci dona energia, quella che ci consente di spenderci e di agire. Potremmo paragonarlo a un amministratore, un economo, un padre che si adopera per la salute e la giusta ripartizione delle risorse tra i suoi figli, mantenendo l’equilibrio all’interno dell’organismo. Ma non solo, il fegato è anche un depuratore che filtra il sangue venoso carico di scorie eliminando le sostanze tossiche, produce la bile, essenziale alla digestione dei grassi, e svolge importanti funzioni metaboliche.
Quest’organo fin dall’antichità è sempre stato legato a pratiche divinatorie come l’epatomanzia: osservando il fegato di un animale sacrificato, gli antichi indovini presupponevano di essere in grado di prevedere l'esito di una battaglia o di un'impresa.
Esso sembra incarnare dunque energie che trascendono l'individuo e lo collegano all'energia che circola nell'universo, per questo è qualcosa di più di un viscere, è un complesso laboratorio alchemico dove avvengono processi che, tutt'oggi, non sappiamo riprodurre in un laboratorio biochimico!

Il fegato re dell'umore e dell'emotivo

Nella nostra tradizione culturale il fegato è associato al coraggio, parola che etimologicamente significa “agire con il cuore”. Il coraggio del fegato consiste nella sua capacità di produrre energia e di metterla al servizio di obiettivi vitali, scelti, più in alto, da cuore e testa. Il fegato mette a disposizione con generosità l'energia che viene richiesta in ogni parte del corpo facendo da mediatore tra l'intestino, che gli fornisce l'energia grezza tratta dagli alimenti, e il cuore, a cui il fegato invia sangue alleggerito e depurato dalle scorie. Le patologie legate a quest’organo insorgono quando anche a livello emotivo questa trasformazione si ferma, ovvero quando non si riescono più a concretizzare le spinte istintive in azioni, scelte ed esperienze, a causa di troppi divieti, paure, limiti, legami che ci bloccano. Quando il fegato si arrende l'intero organismo lo segue.

I fattori di rischio psicologici

Le condizioni che affaticano il fegato non sono solo genetiche o alimentari, ma anche mentali.
Apatia, scarsi interessi, attitudine a complicare ogni cosa e a creare ostacoli, rimandare, resistere al cambiamento, relazioni travagliate come conflitti, ambivalenze, rabbia, rancori, frustrazione a causa di rinunce, sacrifici, noia e routine mettono a repentaglio la nostra salute.

Lo stress cronico ci fa ammalare

Secondo la medicina cinese “la rabbia danneggia il fegato”, ed è proprio così. Gli studi scientifici hanno cercato di far luce sulla relazione fra danno epatico e stress ed è stato dimostrato che in condizioni di aumentato stress può verificarsi un peggioramento dei disturbi epatici: lo stress infatti ossiderebbe il fegato riducendo l'effetto benefico della sua funzione.
Uno stress cronico, innescato per esempio da uno status sociale basso o da conflitti personali, rappresenta un fattore di rischio per la comparsa dell'obesità e disturbi metabolici.
Il fegato non si pone limiti che non siano davvero insuperabili, basti pensare che continua a funzionare anche quando la parte sana è solo il 15%! La sua spinta è quella di osare, di creare mezzi e condizioni affinché i bisogni possano essere appagati. Non mira alla mera sopravvivenza ma alla crescita, all'evoluzione, alla costruzione di noi stessi, e quando vengono bloccati nuovi progetti il fegato si comporta come una fabbrica cui vengono posti i sigilli: le risorse ci sono ma si accumulano inutilizzate, i macchinari si deteriorano.

Il ristagno blocca l'energia

Per mantenere il fegato sano gli alleati migliori sono operazioni concrete in sintonia con le sue funzioni: trasformare, scambiare, metabolizzare, bruciare energia, depurare.
Come riconoscere il ristagno?
Ogni volta che sentiamo il desiderio di fare qualcosa e non agiamo continuando rimandare, aspettando momenti migliori che non arrivano mai, aumentiamo il nostro livello di stanchezza, gonfiore, apatia alimentando il ristagno energetico, una condizione che favorisce gli squilibri metabolici epatici.
L'antidoto è la concretezza. L’unico modo per uscire dal ristagno energetico fatto di paure, dubbi, ansie che frenano e bloccano, è agire nel concreto, procedendo a piccoli passi, cominciando con lo scrivere ad esempio quella mail che dovevamo inviare da tempo, prenotare quell’esame clinico da sempre rimandato o quel piccolo viaggio, quella visita al museo che tanto desideriamo. L'importante è gettare un sasso nella palude e smuovere le acque in tempi brevi, smettendo di programmare a lunga scadenza e di prendere tempo.

Rinnovarsi

Il fegato si rinnova ogni sei mesi, da solo. Inutile dire che noi dovremmo fare la stessa cosa, dal momento che quello che facciamo nella vita di tutti i giorni, agevola i processi che avvengono nel nostro corpo. Eppure ogni quanto cambiamo taglio di capelli o modo di cucinare il sugo per la pasta? Siamo abitudinari!
Una piantina da accudire sul davanzale della finestra, la disposizione dei mobili di casa, un nuovo blog da seguire, un corso in palestra, ricominciare a salire le scale senza ascensore, fare la spesa al mercatino rionale: non importa da cosa si inizia,è importante introdurre cambiamenti che abbiano il senso di una rinascita e non lasciare che i gesti diventino abitudini.

Reagire e non subire

Quante volte nella vita facciamo finta di niente pur di non litigare? Quante volte abbiamo paura di perdere il controllo in pubblico? Quante volte diamo una seconda possibilità perchè tutti possono sbagliare ma dentro l'irritazione sale? Reagire è un istinto che va assecondato, perché ogni volta che lo reprimiamo a livello comportamentale lo reprimiamo anche a livello ormonale, generando alla lunga squilibri metabolici. E’ bene che impariamo a darci il permesso di rispondere in modo piccato o sarcastico, di alzare la voce, di puntualizzare quello che non va, di reclamare i nostri diritti quando non vengono rispettati, poiché una volta liquidato il fastidio, il resto scorre, compresi i succhi biliari.

Ritrovare il benessere con il Check up

Oggi grazie al Check up si possono scoprire le cause del manifestarsi di sintomi psicosomatici e definire un profilo completo sullo stato psicofisico della persona. Il Check Up Quantistico di Biorisonanza e di Biofeedback consente di scoprire nel dettaglio i conflitti, le date di eventi traumatici passati (anche quelli avvenuti prima della nostra nascita), le memorie cellulari toccate e le somatizzazioni nel corpo, individuando gli squilibri energetici e, soprattutto, riequilibrandoli.
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Bibliografia e altre fonti
  • Riza Speciale – bimestrale n.9 del 10/12/2018
  • Emozioni Distruttive – Dalai lama Daniel Goleman – Ed. Oscar Mondadori 2010
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