Acidosi: quali sintomi, quali rimedi?

L’acidosi è una delle cause primarie di malattia. E’ questa la teoria, sviluppata da Robert Young, uno dei massimi esperti sui temi del pH alcalino. L’acidosi, anche chiamata la malattia della società moderna, sembra essere causata da un’alimentazione e da uno stile di vita scorretti, che provocano uno sbilanciamento dell’intero equilibrio energetico del corpo. In quest’articolo tante informazioni utili per riconoscerla e limitarla.

Che cos’è l’acidosi

L’acidosi tissutale è un disturbo assai diffuso, classificato ai primi posti tra le malattie della civilizzazione. Si tratta di uno stato di eccessiva acidità che colpisce i tessuti, dovuto alle scorie metaboliche acide che il nostro organismo produce e che non riesce a espellere con i normali processi di respirazione, con le feci o le urine.

Acidosi latente e manifesta

L’acidosi, coinvolge in particolare il tessuto connettivo e, dal momento che i valori ematici rimangono inalterati e non la segnalano, tale disturbo spesso non viene riconosciuto. È infatti una condizione rilevabile soltanto attraverso l’esame dell’urina, ecco perché si distingue tra acidosi tissutale latente e manifesta. L’acidosi manifesta è uno stato patologico diagnosticabile in modo preciso ed è causa di importanti squilibri dei valori ematici; è raro nella pratica medica quotidiana e rilevabile solo a seguito di serie patologie e gravi casi d’emergenza. L’acidosi tissutale, che aumenta progressivamente nel corso degli anni, riveste un ruolo particolarmente importante in tutte le malattie reumatiche. Indipendentemente da altri fattori causali, infatti, gli acidi depositati nel tessuto connettivo provocano anche noduli cartilaginei e ossei.

L’accumulo di tossine nel corpo

In una situazione di omeostasi (la naturale attitudine dell’organismo di attuare meccanismi di autoregolazione per mantenere una sorta di status quo), le cellule, i tessuti e gli organi svolgono correttamente le loro funzioni. Scorie e tossine vengono eliminate attraverso il sistema linfatico e spinte verso gli organi emuntori. Se la quantità di tossine è troppo elevata e/o l’eliminazione insufficiente, allora vi è accumulo di tossine nel mesenchima (tessuto connettivo embrionale), nei tessuti, negli organi e nel sangue, che porta alla comparsa di una prima infiammazione e acidosi metabolica. La fase di infiammazione è sostanzialmente una crisi di eliminazione, una strategia dell’organismo per riacquistare l’equilibrio. Tuttavia, se il carico di tossine è troppo elevato o l’organismo non ha sufficiente energia vitale che gli permetta di eliminare le tossine, o se si effettua una terapia soppressiva del sintomo, si creano le condizioni perché le tossine si accumulino nell’organismo verso l’interno portando a un peggioramento di malattia.

Sintomi e disturbi dell’acidosi

I disturbi legati all’iperacidità di tessuti, organi e sangue sono:

  • sovrappeso
  • allergie
  • intolleranze alimentari
  • stanchezza
  • vertigini
  • confusione mentale
  • disturbi dell’umore
  • diabete
  • ipercolesterolemia
  • osteoporosi
  • calcoli renali e biliari
  • impotenza
  • infertilità
  • disturbi mestruali
  • asma
  • bronchiti
  • dermatiti
  • tumori

Prendiamo ad esempio il sovrappeso: come influisce l’acidosi sul peso di una persona? Attuando uno stratagemma difensivo, l’organismo crea cellule di grasso per depurare gli organi vitali dagli acidi. Il grasso, in poche parole, ci salva la vita, ecco perché il nostro corpo non vuole lasciarlo andare. Un corpo squilibrato causa il logorio delle ghiandole surrenali, e il conseguente abbassamento dei livelli di energia contribuisce all’aumento di peso. Il desiderio di cibi acidificanti come i dolci, un appetito fuori misura e bassi livelli di glicemia nel sangue sono tutti conseguenza di acidi alimentari e metabolici, e di un’eccessiva proliferazione nel corpo di batteri, lieviti, funghi e muffe nocivi, che determinano l’aumento di rifiuti acidi. Ne abbiamo parlato in questo articolo.Tutte queste condizioni portano a facilitare un aumento di peso e a rendere più difficoltoso il processo di dimagrimento.

A seconda, invece, di dove si depositano gli acidi possiamo avere diversi disturbi:

  • nel polso, creano la sindrome del tunnel carpale
  • nelle dita dei piedi, la gotta
  • nella pelle, dermatiti ed eczemi
  • nelle grosse articolazioni come ginocchia e spalle, e nelle dita delle mani l’artrite reumatoide
  • nei tessuti, la fibromialgia e altre malattie degenerative

Se questi depositi diventano saturi, al corpo non resta altro che versare gli acidi in eccesso nel sangue, che a sua volta li trasferisce negli organi vitali con la circolazione. A questo stadio il corpo potrebbe manifestare malattie gravi quali diabete, malattie cardiovascolari, sclerosi multipla, morbo di Parkinson, tumori. Tutte le malattie e i malesseri psico-fisici sono una manifestazione estrema di un terreno biologico decisamente acido.

Cause dell’acidosi

Le cause primarie dell’acidosi tissutale sono da ricercarsi nella dieta e negli altri fattori citati qui di seguito:

  • insufficiente apporto di liquidi
  • insufficiente apporto di nutrienti alcalinizzanti (frutta e verdura cruda)
  • eccesso di alimenti acidificanti quali cereali, formaggi, salumi, carni, zuccheri • stress e conflitti emotivi legati a pensieri acidi
  • vita sedentaria o, al contrario, sport intensivo
  • fumo, bevande alcoliche, caffè
  • carenza di vitamine e sali minerali
  • uso prolungato di farmaci

Rimedi per contrastare l’acidosi

Un corpo sano funziona al meglio in un ambiente leggermente alcalino: il pH del sangue deve obbligatoriamente essere tra 7,35 e 7,45; il pH delle cellule tra 7,2 e 7,5. Per contrastare la formazione di acidi è utile:

  • Incremento dell’ossigenazione, poiché l’ossigeno è il più potente ed efficace mezzo anti-acidità. Una ossigenazione ottimale si ottiene migliorando la respirazione con l’esercizio fisico. Tutti gli acidi prodotti all’interno del corpo devono combinarsi con l’ossigeno per essere espulsi;
  • Utilizzo delle riserve di aminoacidi (quali cisteina, taurina, glutatione) che vengono immessi nel sangue per limitare l’acidità con un effetto alcalinizzante. Successivamente, questi aggregati vengono espulsi attraverso la sudorazione o tramite le urine;
  • Utilizzo dell’acqua e della saliva come solvente. Oltre il 90% della popolazione è disidratata, non bevendo adeguatamente e assumendo cibi e bevande acidificanti;
  • Espulsione di minerali alcalini, quali calcio, magnesio, potassio e oligoelementi dalle ossa, dai denti e dai muscoli per combinarli con gli acidi, eliminati poi con l’urina. Risulta importante il reintegro, per rimpiazzare la riserva alcalina, con integratori rimineralizzanti; •
  • Espulsione degli acidi attraverso la pelle, l’urina, le feci e la respirazione. •
  • Il supporto della medicina quantistica: grazie al Check up e alla bioenergetica è possibile intervenire riequilibrando il nostro organismo, evitando l’acidosi metabolica e le malattie ad essa correlate. Scopri QUI come funziona questa straordinaria tecnologia.
Bibliografia e altre fonti
  1. Robert O. Young, PhD Shelley Redford Young, “Il miracolo del pH alcalino” – Bisedizioni, a. 2010;
  2. Prof. Ivo Bianchi, “Medicina Naturale”, Volume 2 – Ed. Mos Maiorum 2°, a. 2011;
  3. Dr. Francesco Oliviero, “Manuale del Ben-essere” – Nuova IPSA Editore, a. 2013.
  4. Patrick Vèret, Yvonne Parquer, “Manuale di Nutripuntura Fisiologia e informazione cellulare” – Ed. Tecniche Nuove, a. 2007.
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