Come limitare i danni da acidosi grazie ad una corretta alimentazione

Sapevi che un’alimentazione poco equilibrata può provare acidosi? Anche allergie e le intolleranze alimentari, sempre più frequenti nel mondo occidentale, sono provocate da cibi acidificanti. Di che alimenti si tratta? Come seguire una dieta alcalinizzante? In quest’articolo tante informazioni utili.

 

Acidosi e reazioni allergiche

L'acidosi è alla base di tantissimi distrubi.Nelle allergie le reazioni insorgono con manifestazioni improvvise e possono portare anche alla morte, come nel caso di ingestione di arachidi o crostacei. Le intolleranze alimentari, invece, possono manifestarsi dopo giorni o settimane dall’assunzione, in quanto occorre del tempo affinché i residui acidi possano accumularsi nel corpo al punto tale da sovraccaricarlo e farlo reagire. Tali reazioni sono solo l’espressione del tentativo dell’organismo di disfarsi degli acidi in ogni modo possibile. Abbiamo, infatti, visto come un buon equilibrio del Ph sia fondamentale per il nostro benessere. La stanchezza cronica è il sintomo principale di un corpo eccessivamente acido e invaso da microrganismi nocivi, i quali consumano le riserve di elettroni utilizzate per produrre energia, e successivamente rigurgitano le loro scorie acide. Le tossine prodotte in un corpo acido riducono l’energia derivante dai carboidrati, dai grassi, dalle proteine e dai minerali, diminuendo la capacità dell’organismo di produrre gli enzimi, gli ormoni e gli altri prodotti chimici necessari per la vitalità delle cellule. Vediamo ora quali sono gli alimenti alcalini e quali, invece, acidi e come fare per mantenere il giusto equilibrio acido-alcalino.

Un’alimentazione alcalina evita l’acidosi

Mantenere un’alimentazione corretta permette di evitare l’acidosi. Quali sono i cibi che possono aiutarci in questo scopo?

  • Tutti i vegetali crudi sono alcalinizzanti, specie quelli verdi (che sono i cibi con minore contenuto calorico e zuccherino e con maggior potere nutritivo) e lo sono anche la frutta non dolce, il limone, il pompelmo, le noci e i cereali germogliati.
  • Alcuni cereali, come il farro, il grano saraceno e il miglio.
  • Tutti gli ortaggi sono incredibilmente ricchi di sostanze nutritive e di antiossidanti, forniscono tutte le vitamine, i minerali e i micronutrienti che ci occorrono.
  • Gli acidi grassi polinsaturi, contenuti in pesce, frutta e ortaggi, sono importanti per il nostro corpo. La loro assenza nell’alimentazione arreca al nostro organismo carenze nutrizionali e conseguente degenerazione. Vengono anche definiti AGE (acidi grassi essenziali), rafforzano le membrane cellulari e la parete dei vasi sanguigni, sono alcalini e neutralizzano gli acidi derivati dalla dieta e dall’attività metabolica.
  • L’olio d’oliva contiene AGE, che vengono usati per l’energia cellulare.

Gli AGE rinforzano le cellule immunitarie, lubrificano le articolazioni, isolano il corpo contro le perdite di calore, forniscono energia, entrano nella produzione delle prostaglandine che proteggono contro malattie cardiache, ictus, ipertensione, arteriosclerosi, trombosi. Inoltre, aiutano a migliorare l’artrite, l’asma, la sindrome premestruale e le allergie.

Alimentazione (molto) alcalinizzante

Gli alimenti particolarmente alcalinizzanti sono:

  • gli avocado, costituiti per l’80% da grassi essenziali e per il 15% da proteine, composte da tutti gli aminoacidi essenziali;
  •  i pomodori crudi, perché quando vengono cotti diventano lievemente acidi, oltre a perdere molta vitamina C;
  • i limoni e i pompelmi che, anche se chimicamente acidi, hanno un effetto alcalinizzante quando vengono metabolizzati nel corpo, grazie alla loro elevata concentrazione di sali minerali, di bicarbonato di sodio e di potassio. Questi ultimi, per la grande presenza di ossigeno in essi contenuta, prevengono la proliferazione dei microrganismi. Il consiglio è di bere una spremuta di limone fresco in acqua alcalina, al mattino, prima di andare a letto o un’ora prima di mangiare;
  • broccoli, cetrioli, germogli di soia.

Un’alimentazione acidificante aumenta il rischio di acidosi

I cibi da diminuire (in certi casi da evitare) nelle quantità sono: i carboidrati, lo zucchero, la farina bianca, il riso bianco, il mais, il latte e i formaggi, la carne, il lievito di birra, i funghi, l’alcol, il caffè, le arachidi, il cibo cotto con le microonde, i dolcificanti artificiali. Tra questi, l’aspartame è il prodotto che ha la maggiore tossicità, perché produce danni al sistema nervoso, al sistema immunitario e al DNA a causa della formaldeide in esso presente. Basta la quantità assorbita da una lattina di bibita per superare abbondantemente quanto si assimilerebbe dall’aria inalata in un ambiente inquinato! Oltre a ciò, dovrebbe essere completamente abbandonato il cibo spazzatura, come: patatine fritte, biscotti, dolciumi, i pasti pronti ipercalorici. Tutti questi cibi sono manipolati e trattati sin dall’origine, sono carichi di zucchero, sale raffinato, coloranti artificiali, additivi, conservanti, e sono tutti acidificanti. Il cibo fresco è essenziale, ed è preferibile quello coltivato biologicamente, che ha un valore nutritivo fino a 300 volte superiore al cibo convenzionale.

Zuccheri e acidosi

Lo zucchero in tutte le sue forme (zucchero bianco, di canna, saccarosio, lattosio, glucosio) non è una fonte di energia, bensì un rifiuto acido prodotto dalla distruzione delle cellule corporee. Più zucchero o acido mangiamo, più rischiamo un incremento di batteri, lieviti e muffe; le loro tossine sovraccaricano e avvelenano il pancreas, il fegato e le ghiandole surrenali. Lo zucchero condiziona la risposta metabolica al cibo, disattivando i sistemi di controllo genetici preposti alla protezione dell’organismo contro gli acidi alimentari e metabolici. Lascia, quindi, la porta aperta a malattie come diabete, cardiopatie e tumori. Con tale tipo di input, costante e per lungo tempo, gli effetti sono amplificati, e possono sfociare in un danno genetico. Questo discorso vale anche per i carboidrati semplici, come la farina bianca e i suoi derivati (pasta, pane, pizza), il riso bianco e il mais.

Acidosi e diabete

Il diabete è sempre collegato a una bassa energia e a un’elevata acidità, dovuta ad acidi alimentari e metabolici e a una crescita microbica in eccesso. Nel diabete tipo 1 esiste una carenza di insulina, che è proprio un ormone alcalinizzante che controlla lo zucchero (acido) del sangue. Il glucosio nel sangue è un acido e aumenta a causa di uno stile di vita stressante e una dieta acida. I diabetici hanno livelli di zucchero nel sangue bassi o normali quando il pH delle urine è alcalino (superiore a 7,2). Hanno livelli elevati quando il pH è basso. Il diabete tipo 2 è il risultato del consumo di enormi quantità di zucchero, di carboidrati raffinati e di proteine animali, specialmente in mancanza di una regolare attività fisica, che potrebbe aiutare a compensare tali comportamenti dietetici. Per quanto riguarda il colesterolo, esso esiste per aiutarci. Non è il colesterolo, costituente fondamentale della membrana cellulare e della parete delle arterie, a provocare attacchi cardiaci o ictus, ma sono gli acidi alimentari, ambientali e metabolici a farlo. Abbassare il colesterolo con farmaci chimici, senza diminuire l’esposizione agli acidi, è una soluzione disastrosa. Se il corpo è iperacido, nel senso che ci sono troppi acidi da dover smaltire tramite l’urina, il sudore, le feci e il respiro, l’organismo cerca di preservarsi. Al fine di proteggersi dagli effetti tossici degli acidi, rilascia colesterolo dal fegato per tamponarli. Il livello di colesterolo e il rischio di infarto cardiaco e di ictus aumentano con l’innalzarsi del livello di acido. Per ridurre il colesterolo nel sangue, basta ridurre i cibi acidi e fare dell’attività fisica.

La medicina quantistica: un valido sostegno

La dieta è una delle cause primarie dell’acidosi tissutale, come abbiamo visto in questo articolo, ma quando questa non basta, un valido aiuto è dato dalla medicina quantistica. Oggi grazie al Check up quantistico completo e alla bioenergetica è possibile individuare in maniera preventiva squilibri dovuti ad acidosi metabolica e riarmonizzare in corpo.

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Bibliografia e altre fonti
  1. Robert O. Young, PhD Shelley Redford Young, “Il miracolo del pH alcalino” – Bisedizioni, a. 2010;.
  2. Prof. Ivo Bianchi, “Medicina Naturale”, Volume 2 – Ed. Mos Maiorum 2°, a. 2011;
  3. Dr. Francesco Oliviero, “Manuale del Ben-essere” – Nuova IPSA Editore, a. 2013.
  4. Patrick Vèret, Yvonne Parquer, “Manuale di Nutripuntura Fisiologia e informazione cellulare” – Ed. Tecniche Nuove, a. 2007.
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